Amelia Platone (Asti, 31 ottobre 1927 – Asti, 26 maggio 1994) Pittrice, scultrice, incisora e scrittrice astigiana.

È figlia di Maria Viarengo e di Felice Platone, primo sindaco di Asti nel dopoguerra, ricordato come “il Sindaco della Liberazione”. Inizia a disegnare da adolescente, seguendo i consigli dello zio Giuseppe Mosca, acquarellista, insegnante al Liceo Barabino di Genova e poi, per brevi periodi, si esercita sotto la guida di Pio Pia, di Maria Riotti ed Erminia Duglio. Conseguita la maturità classica, per due anni è allieva a Torino di Cornelia Ferraris. 

Nel 1947 esordisce nell’ambito di una mostra collettiva e l’anno seguente si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove frequenta la scuola di Felice Casorati, docente di pittura coadiuvato da Filippo Scroppo nel ruolo di assistente. Al corso di tecniche incisorie, con la docenza di Marcello Boglione e di Mario Calandri, scopre la xilografia e l’incisione su linoleum. Nei cinque anni all’Accademia consegue i premi Marco Avondo e Dino Uberti. In questo stesso periodo completa lo studio del pianoforte, diplomandosi al Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria.

Conclusa la stagione della formazione, inizia a partecipare attivamente alla vita culturale della sua città: nel 1947 è tra i fondatori della Società Promotrice delle Belle Arti di Asti (vi esporrà nel 1979 e nel 1981) e del Circolo di Cultura, promotore dal 1955 al 1958 di un programma espositivo di alto livello. Mantiene uno stretto legame con Torino, dove dal 1948 è iscritta alla Società Promotrice e poi è fondatrice del Piemonte Artistico Culturale. Per molti anni è socia della Permanente di Milano, della Società per le Belle Arti di Genova e del Gruppo Artistico Provinciale di Alessandria.

La sua prima mostra personale si tiene nel 1951 alla Galleria La Giostra di Asti (dove tornerà a esporre i suoi cicli di lavoro nel 1968, nel 1973 e nel 1989). Seguono le personali allestite nelle sale di gallerie prestigiose: nel 1953 alla Bussola di Torino, nel 1954 alla San Matteo di Genova, nel 1957 alla Cairola di Milano. Predilige la xilografia e si accosta alla scultura, realizzando nel 1955 i suoi primi altorilievi. Nel 1958 partecipa all’XI Premio di Suzzara, dove vince 55.000 lire.

Nel 1959 sposa Domenico Castellana e si trasferisce a Palermo dove trova il proprio punto di riferimento culturale nella Libreria Flaccovio. La luce cocente e i colori forti dell’isola entrano a far parte della sua pittura. Rimasta vedova nel 1964, l’anno seguente lascia la Sicilia, tornando a vivere ad Asti con le figlie Eugenia e Rita ancora bambine. Al ritorno in Piemonte, insieme a Carla Masseroni, inizia l’attività di gallerista riaprendo il Circolo Culturale La Giostra che Eugenio Guglielminetti aveva fondato e reso noto negli anni del dopoguerra. Nel 1972 abbandona l’attività per potersi dedicare interamente al proprio lavoro. Dal 1976 al 1985 è stata consulente per i Beni Artistici del Comune di Asti e per tre anni accademici ha insegnato all’Utea, Università delle Tre Età, aperta ad Asti nel 1981.  

Presente in rassegne internazionali e in oltre 600 mostre collettive, prosegue la sua ricerca pittorica e segnica, documentata da numerose personali (tra le quali quelle allestite alla Galleria la Maggiolina di Alessandria nel 1966 e nel 1978, alla Galleria La Saletta di Mantova nel 1968, all’Instituto Español de Cultura e all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna nel 1979) e dalle antologiche alla Galleria La Finestrella di Canelli nel 1988, al Centro Comunale di Cultura di Valenza Po nel 1990 e al Battistero di Asti, promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune nel 1993 e intitolata Amelia Platone. Opere dal 1949 al 1991.

In anni recenti, la sua arte è stata riletta e omaggiata da una serie di esposizioni, tra cui si ricordano ad Asti la prima postuma al Battistero di San Pietro, curata dallo Zonta Club nel 2002; la mostra all’Archivio Storico del Comune, promossa dall’Associazione Mino Rosso nel 2004; le antologiche organizzate dalla Fondazione Eugenio Guglielminetti nel 2008, poi ancora nel 2014 con il titolo Il tempo negato. Ricordi di Sicilia e nel 2020 con L’immagine costretta. Storie di donne nelle opere di Amelia Platone. La mostra di sculture Scansione quotidiana del 2017 presso ART ‘900 Collezione Davide Lajolo a Nizza Monferrato. Nel 2019, in occasione dei venticinque anni dalla morte, è stata ricordata a Montemagno con l’incontro A casa di Amelia. Nel maggio-giugno 2022, lo Spazio Arte La Rocca di Costigliole d’Asti le ha dedicato la mostra Realtà, forza e poetica nelle opere di Amelia Platone, allestita nelle sale di Casa Prunotto.